Basta un simbolo ?

“Il sonno della ragione genera mostri” F. Goya

“A cosa può servire, il 15 di ogni mese,  mettere un nastro, una sciarpa, una spilla con i sette
colori della pace?”

“Basta un simbolo per risolvere i problemi?”

Queste sono le più frequenti osservazioni di chi si dimostra perplesso e scettico verso
“rivoluzione silenziosa”, movimento che nasce con motivazioni e modalità simili alle
iniziative di Greta e di Alex Zanotelli.
No.  Certamente non sarà rivoluzione silenziosa  a risolvere l’attuale realtà disastrata.
Ma quel piccolo gesto diventa azione cosciente e in quell’azione noi mettiamo tutto il nostro
desiderio di protesta e di cambiamento.

Quell’azione ci serve, eccome, per non sentirci più impotenti, per  riprendere la speranza e la fiducia in noi stessi; quella speranza e fiducia che ci hanno sottratto con tante belle parole e tante promesse a cui abbiamo creduto.

La coscienza collettiva si è addormentata.  Diventare consapevoli sembra sia un dispendio di
energie e di tempo perché la frenesia e la difficoltà della vita non possono consentirlo.  E che
la vita sia difficile è vero; e terribilmente complicata.

Un simbolo non risolve le cose, ma unisce le persone. E dà significato a ciò in cui crediamo.
Uno rapido sguardo e quel piccolo simbolo, altrettanto rapidamente, richiama alla nostra
mente gli innumerevoli motivi per cui lo portiamo.

E’ un’azione che, ripetuta nel tempo, sarà per noi un esercizio di attenzione e di
consapevolezza, oltre che un mezzo per manifestare il nostro sdegno per le ingiustizie, per
l’avidità e l’accaparramento di ricchezza che ha superato ogni limite; per la distruzione del
nostro pianeta e delle sue ricchezze e bellezze naturali; per dire basta alla guerra, alla
violenza, alla vendita di armi, ai conflitti geopolitici, al mal costume, alla sopraffazione e
tanto altro ancora.

Quel piccolo gesto, ripetuto ogni mese, sarà capace di risvegliarci dal “sonno della ragione”?
Forse, ci accorgeremo che stiamo perdendo, e forse abbiamo già perduto la nostra
Umanità?

Noi pensiamo di sì. Rimanere fermi ad elencare le difficoltà che ci circondano, ci farà sentire
sempre di più una società frustrata e impotente; se guarderemo oltre ai problemi concreti,
oltrepassandoli, guidati da una sana e salvifica Utopia, potremo intravedere altre soluzioni.
Sarà come gettare un sasso nello stagno: qualcosa si muoverà.

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Qual’è la cosa giusta da fare?

Carissimi tutti,
una persona ha risposto  al mio invito ad ascoltare l’intervista del Gen. Mini. La domanda, poi, che mi sono posta è: quale è la cosa giusta da fare?
Avrei tante cose da fare per preparare il pranzo di domani, ma sono in subbuglio e la mente non ha presa sulla realtà che mi circonda.  Cosa posso fare, cosa posso fare?
La coscienza della gente sembra addormentata.  Non concede nessuna apertura per far entrare un poco di consapevolezza perchè distratta dalla frenesia e difficoltà della vita. E che la vita sia difficile è vero.    Molte voci hanno denunciato l’irresponsabilità e l’indifferenza di chi opera nella politica, la più recente è quella di Greta in occasione della riunione dei 20 a Katowic; prima di José Mujica Presidente dell’Uruguay che fece un bellissimo discorso all’Onu.  Questi appelli hanno fatto il giro del mondo, ma chiuso lo smart-phone, il pc o il giornale, tutto rimane come prima.
Mesi fa, con quattro amiche, abbiamo presentato un movimento che voleva stimolare un cambiamento semplicemente portando su di noi un simbolo della pace, con i colori dell’arcobaleno.  Una volta ogni mese, il 15, avremmo dovuto rinnovare questa volontà di cambiamento personale e testimoniarlo al di fuori per un cambiamento più allargato. Quel simbolo, però, voleva essere, anche e soprattutto, una protesta forte verso le ingiustizie e violenze di questo mondo; verso i soprusi e la sottrazione di diritti e di democrazia ogni volta più chiari; verso ogni tipo di violenza e verso le guerre.  E l’elenco, purtroppo, può essere molto lungo. Il gruppo che si è formato ci crede molto in questa azione e continua a rinnovare la propria volontà ogni 15 del mese.
Nel frattempo, ho distribuito tanti volantini, ho mandato tanti appelli via mail, sono andata con uno striscione alla marcia Perugia-Assisi. Speravo che bastasse leggere le motivazione di questo movimento e molti avrebbero aderito.  Mi sembrava una cosa giusta da fare.  Perchè sia veramente un movimento di persone in cammino e che possa incidere sulla società, l’adesione deve essere ampia e numerosa che Enrico Cheli nel suo libro “L’età del risveglio interiore”, definisce come “massa critica”.  Ho avvicinato associazioni e personaggi di spicco che non hanno, però, dato cenno di adesione.
Sono stata ingenua.  Alcuni mi dicevano “ma io non ho bisogno di questo simbolo per essere migliore; non faccio niente di male e osservo tutte le regole….”, “bastasse una sciarpa per risolvere i problemi della gente…….”.
Ho perso la fiducia in me stessa e non so come portare avanti quello che doveva essere un vero movimento di persone.  Il sito che un amico gentile ha creato è inattivo dalla sua nascita.    In questi giorni mi ero riproposta di concentrarmi per ritrovare lo stato d’animo e l’entusiasmo dell’inizio e dare avvio  ad un dialogo mediatico alla ricerca di un “risveglio interiore” e riprendere fiducia nel nostro potere di cittadini.
E non sapevo come. Cosa potevo fare?
Il ripensamento interiore, le domande, la sofferenza nel sentirmi impotente, l’ incertezza, la perdita di riferimenti per la Speranza che ho sentito svanire, mi hanno suggerito la risposta.
Il voler essere coerente a me stessa e il credere fermamente che dopo al pensiero e alla ricerca deve seguire l’azione, mi hanno fatto trovare la risposta: continuare a credere nella “rivoluzione silenziosa”, nel “risveglio interiore”.
Il mio amico gentile pubblicherà questi scritti sul sito creato con il nome del movimento, “rivoluzione silenziosa. In queste poche righe, e forse non abbastanza esplicative , ho cercato di “guardarmi dentro” e vorrei continuare questa ricerca con l’aiuto e la partecipazione di tutti voi dialogando sul sito https://rivoluzionesilenziosa.wordpress.com.
E se poi, anche voi vorrete mettervi in azione e dimostrare il vostro sdegno, la vostra protesta e il desiderio di cambiamento, proprio e di altri nella società, il 15 di ogni mese potete portate su di voi i 7 colori della pace.
Vi ringrazio tanto della vostra attenzione e vi abbraccio.
Ilva Palchetti
P.S. immagino che alcuni, in disaccordo con quanto scrivo, vorranno esprimere la loro opinione che spero verrà fatto in modo pacato.